Isteria.

«Il termine isteria denota una psiconevrosi caratterizzata da stati emozionali molto intensi e da attacchi parossistici particolarmente teatrali. Nell’immaginario collettivo è sempre stata considerata una malattia appartenente all’universo femminile: il termine stesso deriva dal greco ὑστέρα (hystera), cioè utero. Tracce di simile correlazione sono ravvisabili anche in iscrizioni risalenti all’antico Egitto, ma più in generale appare chiaro come disordini in qualche modo legati all’apparato genitale femminile, inficiando la capacità di procreazione, spaventassero già le popolazioni primitive.»

E ancora:

“Con l’affermarsi del Cristianesimo, e la sempre maggiore importanza data alla castità come virtù, l’isteria iniziò a essere trattata come manifestazione demoniaca, il risultato della nefasta alleanza della paziente (si escludeva un’incidenza maschile) con le forze maligne. […]
Le isteriche divennero l’emblema stesso della stregoneria e come tale iniziarono a essere perseguitate e accusate delle peggiori nefandezze, spesso vittime della furia popolare. A seguito delle torture più crudeli inflitte dall’Inquisizione o da improvvisati giudizi popolari, spesso arrivavano ad ammettere rapporti con il diavolo o patti segreti per diffondere epidemie, morte e carestie. Con la bolla imperiale di Carlo Magno la “stregoneria e l’evocazione del maligno” vennero ufficialmente punite: nei secoli stragi, torture e sevizie colpirono migliaia di innocenti; qualsiasi cosa accadesse la colpa ricadeva inevitabilmente sui soggetti più deboli. A peggiorare la situazione anche la diffusa misoginia che pervadeva la società.”

 

Questo scrive Wikipedia, e questa sino al 1950 circa è stata considerata verità. Isteriche erano donne malate di depressione, o con disturbi psichici, o donne represse. Oppure “semplicemente” donne che non erano appagate sessualmente da mariti noiosi, disinteressati, vecchi o incapaci di fare l’amore come si deve.
La soluzione per i casi considerati più gravi di isteria era l’isterectomia, cioè l’asportazione TOTALMENTE INGIUSTIFICATA dell’utero, con tanto di detenzione in manicomio criminale.

L’isteria come concetto generico e non opportunamente definito scompare solo nel 1980.

solite riflessioni

Forse mi mancano certi rapporti, ma non sempre certe persone. Rimango così, in attesa di qualcosa che non arriva da solo e che io non sto facendo niente per andare a cercare. Devo cambiare e con me di sicuro cambierà il resto.

Lies.

Ho iniziato a dire bugie perché le mie verità non andavano mai bene. C’era sempre qualcosa da chiarire, della quale discutere, su cui obiettare. Mai niente che potesse essere presa per quello che era: una mia scelta, una mia idea, una decisione sulla quale non dover sempre e necessariamente borbottare. Quindi mi sono stancata di dire la verità e ho iniziato con le bugie. Tanto anche quelle non vanno bene, ma almeno me le sono inventate.

La verità è che non importa a nessuno.

Ma poi esiste qualcuno che ti stimola veramente? Che ti da davvero dimostrazione di esserci, di interessarsi, di avere a cuore i tuoi successi e di essere almeno un po’ partecipe emotivamente dei tuoi insuccessi? Credo di no. I genitori probabilmente potrebbero, ma se lo fanno non sarà mai nel modo in cui vorresti.

Mi sembra di vivere da sola, tanto di certe cose non importa a  nessuno. A volte nemmeno a me.

Oh, shit.

Quando mi rendo conto che gli anni dell’università non sono stati per niente come me li immaginavo mi sale una depressione indescrivibile. Non saprei dire quanta fiducia riponevo in questi anni, ormai quasi del tutto terminati. Fiducia per le amicizie, le serate, le novità, le scoperte. E invece… Non è come nei film, neanche lontanamente, neanche un po’. Non per me almeno.

Riflessioni all’imbrunire.

Capitano di quei periodi in cui ho voglia di dire tutto quello che penso e in particolare tutto quello che sento. Sono periodi che mi inghiottono di tanto in tanto, solitamente si riferiscono a persone che ho perso di vista o che non “vivo” più come un tempo. Mi succede di pensare a come sarebbe sparire adesso e non aver detto certe cose. Sarebbe triste. In fondo mi piace parlare dei miei sentimenti, non me ne vergogno mai, credo sia un pregio o forse no, ma non è questo che importa. Molti sentimenti sono cambiati nel corso degli anni e purtroppo sono certa che molti altri cambieranno, per colpa mia o di altri, o forse per colpa di nessuno ma semplicemente del tempo. Lo scorrere del tempo rende tante cose diverse, noi stessi in primis. Così mi ritrovo a rivalutare persone che mi hanno sempre mostrato solo e soltanto la verità, per quanto strana potesse sembrare. O forse spesso incomprensibile. Adesso mi ritrovo a pensare che le persone che ho più amato (e intendo in particolare nel senso amicale del termine) sono state quelle più diverse da me, quelle che non si sono mai dimostrate diverse dalla loro realtà solo per piacermi di più. Alcune di queste persone adesso mi sono emotivamente lontane, ma ricordo distintamente tutto di loro. Ho amato la loro diversità, e qualche volta questa diversità mi manca. Forse proprio quella diversità che in qualche caso ci ha allontanati. Mi capita di leggere un libro e invidiare il rapporto che c’è tra due personaggi. Poi ci penso meglio e mi rendo conto che anche io avevo qualcosa di simile. Anche io avevo quel tipo di persona accanto, che mi poteva dare quel tipo di affetto, di appoggio, di sorriso. Finisce che ci penso e vorrei dirglielo, dirgli che per me era proprio in quel modo. Ed era bello, ma poi in qualche caso proprio io ho rovinato tutto. Poi ci rifletto meglio e penso che non ero abbastanza matura per capire. Forse neanche l’altro “protagonista del libro” lo era, e quindi le cose potevano andare solo in quel modo. Sento di avere ancora, nascoste qua e là da un po’ di polvere, delle amicizie importanti, alle quali forse posso dare più ora che anni fa. O più semplicemente adesso posso dare qualcos’altro, perché in tante sfumature proprio io sono un’altra. Adesso so che prima riuscivo a scrivere tante più riflessioni perchè tante persone mi giravano intorno. Mi parlavano di loro e con loro mi confrontavo. Mi sono chiusa, chiusa in me stessa e in alcune paure che non ho saputo affrontare a tempo debito, e che sto affrontando solo adesso. Dopo aver perso tanto tempo a cercare una soluzione, che poi era la più semplice possibile. La verità. Sì perché la verità è sempre la soluzione, checchè se ne dica.

Quando mi accorgo che niente è andato come mi aspettavo andasse sento il mondo crollarmi addosso. Forse è colpa della solitudine,sì la solitudine mi fa pensare troppo. Mi mancano le amicizie,quelle vere e sempre presenti. E’ uno strano periodo della mia vita…come sempre del resto.

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